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DUOMO


La facciata principale della Chiesa ha tre aperture: quella centrale, al di sopra della quale è rappresentato un affresco con l'immagine della Madonna Assunta, è affiancata da due grandi colonne di marmo rosa provenienti da templi pagani. Nelle lunette delle porte laterali sono raffigurati Gli Apostoli Filippo e Giacomo il minore.

Nel 1904 un violento ciclone distrusse la parte superiore della facciata che fu poi ricostruita ed abbellita nei primi decenni del secolo.

All'interno l'ingresso principale è stato arricchito con un tamburo, impreziosito da scene della storia della chiesa locale. Nella cantorìa che sovrasta il tamburo, domina il monumentale organo donato nel 1897 dall'Arcivescovo Giustiniani.

In fondo alla navata centrale spiccano sulla sinistra la cattedra vescovile e, di fronte, il pulpito [ 1573]. Il pulpito, sorretto da eleganti colonne, è costituito da pannelli di marmo con al centro un bassorilievo del Battesimo di Cristo e, ai lati, lo stemma dei nobili sorrentini Ammone.

Nel 1936, nell'ambito di un progetto di ristrutturazione, tutte le tele che decorano la volta furono restaurate. L'area presbiteriale deve l'attuale sistemazione alla stessa occasione. L'altare settecentesco fu smembrato e spostato dal fondo dell'abside al centro del transetto. In luogo dell'altare fu sistemato il coro in legno noce del Caucaso intagliato e con formelle ad intarsio raffiguranti Gli Apostoli, I quattro Santi sorrentini ed il protettore Sant'Anonino.

L'ingresso della sagrestia, eretta nel 1608, è adornato da un portale in marmo bianco con colonne, sul quale, è posta una scultura rinascimentale della Madonna col Bambino. All'interno della stessa si conservano i ritratti degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.

 

VILLA COMUNALE

Situata a picco sul mare, sorge dove prima erano situati gli antichi orti dei frati, posti accanto al Convento. Tra il 1877 ed il 1879 furono trasformati in Villa Comunale.

All'interno della Villa oltre ad avere una splendida vista sul Golfo di Napoli, è possibile ammirare i due busti in bronzo dei sorrentini Bartolomeo Capasso e F. Saverio Gargiulo.

 

PORTA PARSANO NUOVA

Chiamata anticamente Porta degli Anastasi, si possono ammirare, al di sotto della stessa i resti della porta antica, di cui sono ancora visibili due piloni con l'attacco dell'arco. Tali piloni presentano un parametro in opera reticolata e conci in tufo. Essi sono riconducibili all'età augustea, mentre il successivo restauro risale al I Sec. d.C. circa.