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La struttura dei valloni |
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Il vallone a Sorrento Di tutti i valloni, quello conservato meglio è il Vallone dei Mulini a Sorrento, che è la parte centrale di un sistema di tre valloni, integri solo in epoca romana. Quando Piazza Tasso non era stata ancora costruita, il primo vallone cominciava dal Vallone dei Mulini e si estendeva fino alla zona Marina Piccola, formando così un suggestivo porto.Il secondo vallone, detto "Prossimo", partiva dal Vallone dei Mulini e giungeva fino all'Ospedale Civile, Porta Parsano, per proseguire fino a Marina Grande con una stretta gola. Oggi, questo secondo vallone, è in parte colmato fino alla Porta degli Anastasi; infatti è sottostante la parte finale di Via degli Aranci.Il terzo vallone saliva dalla Villa "La Rupe" verso le colline, passava per l'ex macello, tra aranceti e limoneti, per poi biforcarsi all'altazza della contrada "Tigliana" e perdersi, sotto forma di ruscelli,verso la contrada |
Gola di Sorrento (1800) |
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Veduta del Vallone dei Mulini da Marina Piccola (1800) |
Storia del Vallone dei Mulini Nel lontano '500 i valloni di Sorrento appartenevano alla famiglia Tasso. Più tardi, durante il XVI secolo, essi furono venduti, con i mulini e gli orti contigui, alla famiglia Correale. All'inizio del secolo XVII, infatti, Onofrio Correale, sulla parte terminale del Vallone dei Mulini, fece costruire il porto di Marina piccola, un tempo chiamato Capo Cervo e poi mutato in Capo di Cerere, per la presenza di un tempio romano dedicato a Cerere, che fu distrutto allorchè il vallone franò nel 1580 e poi nel 1604.Il Vallone dei Mulini deve il suo nome ad un mulino nel suo fondo di cui attualmente sono appena visibili i ruderi mal conservati perché ricoperti dalla vegetazione non solo erbacea ma anche arborea. |
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La vita nel Vallone Ciò sta a significare almeno due fatti importanti. Il luogo per la sua bellezza ha attirato artisti di tutto il mondo che lo hanno visto, fotografato e dipinto, in tutte le stagioni e da tutte le angolature; quindi ci rimane una vasta produzione che ci permette di vedere come era il vallone nel secolo scorso e fino ai primi anni di questo. In compenso la vita che si svolgeva nel vallone non suscitava alcun interesse, perché esso era frequentato dalla gente del popolo. Ciò era possibile perché il mulino, il lavatoio e la segheria comunicavano direttamente con Marina Piccola e con il relativo porto, in quanto Piazza Tasso non esisteva ancora, ma vi era solo un ponte esile e stretto, che conduceva dalla Porta di Sorrento all'antico castello, quindi la popolazione che viveva e lavorava nel vallone era costituita da contadini e pescatori.Come è sempre accaduto nel corso della storia, la vita del popolo semplice ed umile non suscita molto interesse. |
Veduta notturna del Vallone dei mulini da piazza Tasso |
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Il vallone fu abbandonato in poco tempo per un evento determinante: la costruzione di Piazza Tasso, avvenuta nel 1866. Ciò comportò l'incanalamento delle acque ed il riempimento della parte terminale del vallone, in prossimità della Marina Piccola. Oggi rimane un cancelletto che si può vedere dalla strada che collega Piazza S. Antonino con il porto (nella curva ampia alla base della Piazza Tasso).La costruzione di Piazza Tasso ha isolato il vallone, ha chiuso tutte le vie di comunicazione all'uomo ed agli agenti atmosferici, determinando condizioni invivibili se non per le piante. Infatti, il tasso di umidità si conserva intorna all'80% costantemente durante tutto l'anno, con poche variazioni al cambiare delle stagioni. |