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La Torre di Montalto tra le rocce calcaree sopra la Baia di Ieranto
Il mare della Baia di Ieranto visto dal sentiero tra Termini e Punta Campanella
La Baia di Ieranto con i resti del pontile dell'antica cava e la piccola spiaggia
La Baia di Ieranto vista dall'alto del Monte San Costanzo

Luoghi da visitare · Massa Lubrense

Baia di Ieranto: la torre di Montalto e il mare

Tra Nerano e Punta Campanella, un'insenatura di mare cristallino protetta dal FAI, sorvegliata dall'antica torre di Montalto.

3 min di lettura

La Torre di Montalto tra le rocce calcaree sopra la Baia di Ieranto

Foto: DimiTalen, CC0

Il mare della Baia di Ieranto visto dal sentiero tra Termini e Punta Campanella

Foto: Giuseppe Guida, CC BY-SA 4.0

La Baia di Ieranto con i resti del pontile dell'antica cava e la piccola spiaggia

Foto: Thomas Möllmann, CC BY-SA 3.0

La Baia di Ieranto vista dall'alto del Monte San Costanzo

Foto: Mario Apuzzo, CC BY-SA 4.0

Sulla punta estrema della penisola, nel territorio di Massa Lubrense, la Baia di Ieranto è uno degli angoli più incontaminati di tutta la costa. Un'insenatura di roccia calcarea e acqua trasparente, stretta tra Punta Campanella e la sommità di Montalto, dove una torre di avvistamento veglia sul mare da secoli. Oggi la baia fa parte dell'Area marina protetta di Punta Campanella e gran parte dei suoi terreni appartiene al FAI, il Fondo Ambiente Italiano.

Le torri costiere, una storia antica

L'uso delle torri sulla costa è antichissimo. Già Plutarco, nella Vita di Pompeo, parla di torri d'osservazione fortificate usate dai pirati contro Roma: l'allarme si dava con il fuoco di notte e con il fumo di giorno. Tra il IX e il X secolo le località costiere dell'Italia meridionale si munirono di numerose torri, ma lo sviluppo più consistente arrivò in età sveva, quando l'imperatore Federico II pensò di rafforzare il regno e anche gli abitanti di Sorrento furono chiamati a contribuire al restauro del castrum maris de Surrento. In epoca angioina nacque un vero sistema di difesa e segnalazione, affidato ai giustizieri delle province; nel Trecento, però, il governo centrale se ne disinteressò e le torri finirono per servire alle popolazioni locali come rifugi isolati.

Il secolo dei Turchi

Il Cinquecento fu il secolo delle incursioni turche, con improvvise apparizioni e razzie lungo tutte le coste del Mediterraneo. Qui se ne ricorda soprattutto una: nel 1558 i Turchi saccheggiarono Massa Lubrense e Sorrento, un episodio che segnò profondamente la storia di Sorrento. Il viceré di Napoli ordinò allora la costruzione di torri lungo tutto il litorale del Mezzogiorno, soluzione più economica e sicura di una flotta dedicata al controllo delle coste. Secondo gli studiosi, al potere centrale premeva meno la difesa degli abitanti che garantire i rifornimenti alla capitale, per evitare carestie e rivolte. Le torri erano imposte dal governo, ma ogni Università, cioè ogni Comune, doveva contribuire a proprie spese alla loro costruzione. Per edificarle furono spesso usati i materiali delle villae maritimae di età augustea e tiberiana, con la perdita di molti reperti archeologici.

La torre di Montalto

Molte torri sono state demolite o sono passate in mano ai privati; solo poche restano di proprietà dello Stato, e si trovano proprio nel territorio di Massa Lubrense, come la torre di Montalto, affacciata sulla Baia di Ieranto e restaurata sotto la sorveglianza della Soprintendenza. Insieme alla torre della Campanella, sul lato opposto, chiude idealmente la baia: due sentinelle di pietra che raccontano secoli di paura e di attesa guardando il mare.

La baia oggi: natura, cava e sentieri

Nel Novecento la baia ospitò una cava di pietra calcarea, rimasta in attività fino agli anni Cinquanta: ne restano i ruderi e il vecchio pontile di carico. Poi l'area è stata donata al FAI, che ne cura la tutela insieme all'Area marina protetta. Ieranto si raggiunge a piedi con un sentiero panoramico che parte da Nerano, tra uliveti terrazzati e macchia mediterranea, oppure dal mare. Non ci sono servizi: portate acqua, scarpe adatte e rispettate le regole dell'area protetta. Il paesaggio, sospeso tra il golfo di Napoli e quello di Salerno, è lo stesso che ha alimentato il mito delle Sirene e la leggenda della campana di Punta Campanella. Per altre idee lungo il mare, consultate l'itinerario lungo la costa.

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