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La lapide dedicata a Enrico Caruso all'ingresso del Grand Hotel Excelsior Vittoria
La marina di Sorrento sotto l'Albergo Tramontano in una fotografia dell'Ottocento

Storia e tradizioni · Sorrento

Sorrento e la canzone napoletana: storie e aneddoti

Da Torna a Surriento a Caruso di Lucio Dalla: le canzoni che hanno portato Sorrento nel mondo e le storie curiose dietro la loro nascita.

3 min di lettura

La lapide dedicata a Enrico Caruso all'ingresso del Grand Hotel Excelsior Vittoria

Foto: Evergreen68, CC BY-SA 3.0

La marina di Sorrento sotto l'Albergo Tramontano in una fotografia dell'Ottocento

Foto: Giorgio Sommer, Public domain

Poche città sono state cantate quanto Sorrento. Da Enrico Caruso a Roberto Murolo, da Luciano Pavarotti a Katia Ricciarelli fino a Lucio Dalla, generazioni di interpreti hanno portato nei teatri di tutto il mondo canzoni che parlano di questo tratto di costa, con versi gioiosi e insieme venati di malinconia. Dietro molte di esse c'è una storia curiosa, legata a un albergo, a un sindaco o a una promessa.

Torna a Surriento, nata per un ufficio postale

La più famosa è Torna a Surriento dei fratelli Giambattista ed Ernesto De Curtis. Si racconta che nel settembre 1902 il presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli si fermò a Sorrento per riposare prima di proseguire il viaggio verso la Basilicata. Lo ospitava l'albergo di Guglielmo Tramontano, che era anche sindaco della città e ne approfittò per chiedergli un ufficio postale di prima classe. Perché lo statista non dimenticasse la promessa, i De Curtis composero una canzone d'occasione, con espliciti riferimenti alla richiesta. Due anni dopo, su invito dell'editore Bideri, i fratelli ne rividero i versi e la presentarono alla festa di Piedigrotta: Zanardelli era ormai scomparso, ma Sorrento aveva ottenuto il suo ufficio postale. Da allora la canzone ha fatto il giro del mondo in innumerevoli versioni.

Serenata a Surriento e l'orgoglio di un poeta

Anche Serenata a Surriento (1907) nasce da una questione d'orgoglio. Il poeta Aniello Califano, venuto a Sorrento anche per riscuotere alcuni affitti di famiglia, andò a trovare l'amico sindaco Tramontano e nel suo albergo incontrò Giambattista De Curtis, il musicista Salvatore Gambardella e altri protagonisti della canzone napoletana del tempo. Il sindaco lo punzecchiò: De Curtis, che sorrentino non era, aveva dedicato alla città una canzone ormai celebre in tutto il mondo, lui invece no. Califano, punto sul vivo, si rivolse a Gambardella: «Salvato', scrivi», e dettò i versi che l'amico mise subito in musica.

Qualche anno più tardi il poeta salì al convento del Deserto, sulle colline di Sant'Agata, al quale donava parte dei proventi della canzone. Il priore lo invitò a trascriverne alcuni versi, firmandoli, nel registro dei visitatori; mesi dopo Califano scoprì che il monaco aveva fatto fotografare quella pagina e ne vendeva le cartoline ricordo. Deciso a chiedere i danni, la notte prima di firmare il mandato all'avvocato sognò la madre, che lo esortava a non mettersi contro un'opera della Chiesa. E rinunciò.

Da Anema e core a Caruso

A Sorrento trascorse la giovinezza il maestro Salve D'Esposito, autore della musica di Anema e core su versi di Tito Manlio: lo ricorda una lapide accanto al portone della casa di famiglia, in Corso Italia. Tra le altre canzoni dedicate alla città ci sono Mandulinata a Surriento di E. A. Mario (1922) e Napule e Surriento di Ernesto Murolo (1926).

Il capitolo più recente porta la firma di Lucio Dalla. Caruso, pubblicata nel 1986, fu composta durante un soggiorno estivo al Grand Hotel Excelsior Vittoria, l'albergo in cui nel 1921 il grande tenore napoletano trascorse gli ultimi mesi della sua vita. Nel ritornello riecheggia l'antica melodia di Te voglio bene assaje; incisa in decine di versioni, tra cui quella di Luciano Pavarotti, è diventata una delle canzoni italiane più conosciute al mondo.

La sceneggiata: canzone, recitazione e ballo

Nel 1919 andò in scena Surriento gentile di Enzo Lucio Murolo, una sceneggiata. Questo spettacolo popolare ed economico nacque proprio in quegli anni: un testo teatrale costruito attorno a una canzone, in cui convivono musica, recitazione e ballo. Si affermò nel difficile periodo seguito alla disfatta di Caporetto, quando lo Stato impose tasse elevate sugli spettacoli di varietà.

Per scoprire le altre tradizioni della città, dalla tarantella alle feste religiose, leggete tradizioni ed eventi a Sorrento; sui viaggiatori e gli artisti che hanno amato la città, vedete i personaggi illustri di Sorrento.

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Sorrento e la canzone napoletana

Sorrento e la canzone napoletana, foto 1 Sorrento e la canzone napoletana, foto 2 Sorrento e la canzone napoletana, foto 3

01 · Foto: Giorgio Sommer, Public domain 02 · Foto: Giambattista De Curtis, Ernesto De Curtis, CC0 03 · Foto: Evergreen68, CC BY-SA 3.0

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