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Sedil Dominova a Sorrento
La loggia dei nobili con la cupola di maioliche gialle e verdi e gli affreschi del Settecento: storia, dettagli e come raggiungere il Sedil Dominova.
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Il Sedil Dominova è la loggia rinascimentale, coperta da una cupola di maioliche gialle e verdi, dove per secoli si riunirono i nobili di Sorrento. Si trova in Via San Cesareo, a pochi minuti a piedi da Piazza Tasso, ed è considerato l'ultimo sedile nobiliare superstite della Campania: si ammira liberamente dalla strada e merita una sosta anche solo per i suoi affreschi.
Che cos'erano i sedili
Nelle città del Regno di Napoli la nobiltà era organizzata in «sedili» o «seggi»: associazioni di famiglie che eleggevano i rappresentanti nel governo cittadino e avevano una sede propria, spesso una loggia aperta sulla strada. A Sorrento i sedili erano due: quello di Porta, il più antico, e quello di Dominova. Il secondo nacque da una scissione: nel 1319, dopo rivalità e contrasti interni, alcune famiglie della parte occidentale della città, tra cui i Mastrogiudice, i Sersale e i Vulcano, lasciarono il sedile di Porta e fondarono una domus nova, una «casa nuova», da cui il nome Dominova. Il sedile assunse così il patronato della zona occidentale di Sorrento.
L'architettura: piperno, stemmi e maioliche
L'edificio che vediamo oggi fu costruito nel XVI secolo e ha perso le forme tardomedievali originarie: è una loggia quadrangolare di impianto rinascimentale, aperta su due lati da grandi arcate a tutto sesto in piperno, la pietra vulcanica grigia tipica dell'architettura napoletana, sostenute da colonne con capitelli di tipo bizantino. Sul lato di Via San Cesareo resta la balaustra di marmo. In alto, ai lati dello spigolo, si notano due stemmi trecenteschi in tufo: uno con i gigli angioini attraversati dal rastrello dei Durazzo, l'altro con l'emblema civico di Sorrento. Un fregio classico a ovoli e dentelli e un cornicione sporgente con mensole e rosette completano le facciate.
A coronare la loggia c'è la cupola rivestita di maioliche gialle e verdi disposte a squame, attribuita alla bottega napoletana dei Chiaiese, celebri riggiolari: è uno degli scorci più fotografati del centro storico, soprattutto quando la si inquadra insieme al campanile del Duomo.
Gli affreschi settecenteschi
Nel Settecento l'interno fu rinnovato con affreschi attribuiti al pittore sorrentino Carlo Amalfi o alla sua bottega. Sulle pareti di fondo, finte architetture in prospettiva dilatano lo spazio con effetto scenografico, mentre al centro campeggia il grande stemma della città sorretto da angeli che reggono un drappo; completano la decorazione gli stemmi delle famiglie nobili che facevano parte del sedile. Con l'abolizione dei sedili, avvenuta nel Regno di Napoli all'inizio dell'Ottocento, la loggia perse la sua funzione politica. Dal 1877 è la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, come ricorda un'epigrafe all'interno: un passaggio simbolico dai nobili ai lavoratori, che ha permesso all'edificio di restare vivo e frequentato.
Come arrivare e consigli per la visita
Da Piazza Tasso imboccate Via San Cesareo, la stradina pedonale piena di botteghe che corre parallela al Corso Italia: in circa cinque minuti a piedi si arriva al sedile, all'incrocio con Via Padre Reginaldo Giuliani. La loggia è aperta sulla strada e gli affreschi si vedono bene anche dall'esterno; l'interno, essendo sede di un'associazione, non ha orari di visita fissi, quindi entrate con discrezione e solo se l'accesso è consentito. La luce migliore per fotografare la cupola è quella del mattino.
Il sedile è una tappa naturale di una passeggiata nel centro antico: a due passi si trovano il Duomo e Via Pietà, con i suoi palazzi medievali, e le botteghe di intarsio sorrentino. Per capire il contesto in cui nacquero i sedili, leggete la nostra storia di Sorrento; e se volete fermarvi a mangiare nei dintorni, ecco ristoranti e pizzerie del centro.
Galleria 3 foto
Sedil Dominova a Sorrento
01 · Foto: Mister No, CC BY 3.0 02 · Foto: Berthold Werner, CC BY-SA 3.0 03 · Foto: Elliott Brown, CC BY 2.0