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La navata vista dal presbiterio, con il pulpito cinquecentesco e l'organo sopra l'ingresso
La facciata neogotica della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, con l'Assunta nella lunetta del portale
Il campanile del Duomo, staccato dalla chiesa, con l'orologio in maiolica
La navata centrale, con i marmi policromi e le tele barocche del soffitto

Luoghi da visitare · Sorrento

Duomo di Sorrento: storia e cosa vedere

Il Duomo di Sorrento, cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo: la storia, il campanile romanico, gli intarsi e i tesori da non perdere all'interno.

4 min di lettura

La navata vista dal presbiterio, con il pulpito cinquecentesco e l'organo sopra l'ingresso

Foto: Berthold Werner, CC BY-SA 3.0

La facciata neogotica della cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, con l'Assunta nella lunetta del portale

Foto: MentNFG, CC BY-SA 4.0

Il campanile del Duomo, staccato dalla chiesa, con l'orologio in maiolica

Foto: Matthias Kabel, CC BY-SA 3.0

La navata centrale, con i marmi policromi e le tele barocche del soffitto

Foto: Arnoldius, CC BY-SA 3.0

Il Duomo di Sorrento, ufficialmente cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, è la chiesa madre della città e sede dell'arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. Si trova in pieno centro storico, a cinque minuti a piedi da Piazza Tasso, e merita una visita per la sua lunga storia, per gli interni barocchi rivestiti di marmi e per i raffinati lavori di intarsio che raccontano l'anima artigiana di Sorrento.

Una storia lunga quasi mille anni

La prima cattedrale sorgeva fuori dalle mura, nella zona dell'attuale cimitero; nel X secolo la sede fu trasferita dentro la città, nella chiesa dei Santi Felice e Baccolo, in attesa di un nuovo edificio. La nuova cattedrale fu consacrata nel 1113 alla Vergine Assunta e agli apostoli Filippo e Giacomo. Nei secoli successivi fu più volte ampliata; dopo il saccheggio turco del 1558, che devastò Sorrento e ne distrusse gli archivi, fu ricostruita nella seconda metà del Cinquecento per volere dell'arcivescovo Giulio Pavesi. L'aspetto barocco dell'interno si deve ai lavori dei primi decenni del Settecento, mentre nel 1936 le tele del soffitto furono restaurate e il presbiterio fu risistemato. Per il contesto, leggete la nostra storia di Sorrento.

La facciata e il campanile

La facciata che vediamo oggi è relativamente recente: all'inizio del Novecento una violenta tromba d'aria ne danneggiò la parte superiore, e fu rifatta in forme neogotiche, completate nel 1924. Il portale centrale, del Cinquecento, è affiancato da due colonne di marmo rosa provenienti da antichi templi pagani; nella lunetta sopra l'ingresso è dipinta la Madonna Assunta, mentre sopra le porte laterali compaiono gli apostoli Filippo e Giacomo. Una lapide in facciata ricorda Torquato Tasso, battezzato in questa chiesa nel 1544: la sua storia è tra i personaggi illustri di Sorrento.

Il campanile non è attaccato alla chiesa: sorge a una cinquantina di metri, affacciato su Corso Italia. Poggia su una base romanica, probabilmente dell'XI secolo, aperta da un arco e costruita reimpiegando colonne e frammenti di marmo antichi; sopra si sovrappongono i piani decorati con archi, cornici e nicchie, e un orologio in maiolica. È uno dei simboli di Sorrento e lo si vede spuntare da molti vicoli del centro.

Cosa vedere all'interno

L'interno, a croce latina con tre navate, è luminoso e ricco di marmi. Ecco cosa non perdere:

  • Il soffitto della navata, con tele barocche dedicate ai martiri sorrentini, opera di Francesco Francareccio e di Oronzo e Nicola Malinconico.
  • La cattedra vescovile e il pulpito del Cinquecento: il pulpito, sorretto da colonne, è formato da pannelli di marmo con al centro un rilievo del Battesimo di Cristo e gli stemmi della nobile famiglia sorrentina Ammone.
  • Il coro ligneo dietro l'altare, in noce del Caucaso, con formelle intarsiate dagli artigiani sorrentini che raffigurano gli Apostoli, i santi sorrentini e il patrono Sant'Antonino.
  • La Via Crucis intarsiata: quattordici pannelli in legno realizzati da Giovanni Paturzo.
  • Il tamburo d'ingresso, del 1989, con pannelli intarsiati che raccontano episodi della storia religiosa della città.
  • L'organo monumentale, ricco di intagli, sulla cantoria sopra l'ingresso.
  • Il fonte battesimale, nella cappella della navata destra, dove fu battezzato Torquato Tasso.

Nel transetto sinistro la cappella di Sant'Antonino custodisce una statua lignea settecentesca del patrono, le cui spoglie riposano nella vicina Basilica di Sant'Antonino. La sagrestia, costruita nel 1608, ha un portale in marmo bianco sormontato da una Madonna col Bambino rinascimentale e conserva i ritratti degli arcivescovi. Chi ama il legno lavorato troverà nella guida all'intarsio sorrentino la chiave per leggere molte opere della cattedrale.

Come arrivare e consigli per la visita

Da Piazza Tasso percorrete Corso Italia verso ovest per un paio di centinaia di metri: il Duomo si trova sulla destra, tra il Corso e via Santa Maria della Pietà, e il campanile vi fa da segnale. In alternativa arrivateci passeggiando lungo via San Cesareo e scendendo per via Padre Reginaldo Giuliani, che punta dritta verso il campanile.

  • Il Duomo è una chiesa officiata: vestite in modo adeguato, con spalle e ginocchia coperte, ed evitate di girare durante le funzioni.
  • Gli orari di apertura cambiano con la stagione e con le celebrazioni: verificateli sul posto prima della visita.
  • Durante la Settimana Santa le processioni attraversano il centro storico: leggete tradizioni ed eventi per sapere cosa aspettarvi.
  • Uscendo, a pochi passi si trova il Sedil Dominova, con la sua loggia affrescata.

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