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Zucche e peperoncini appesi a seccare su un balcone del centro, come si usava un tempo
Un vicolo del centro storico di Sorrento tra lampioni, bandiere e botteghe

Storia e tradizioni · Sorrento

Proverbi sorrentini in dialetto

Detti in dialetto sorrentino con traduzione e significato: saggezza popolare, ironia e il calendario dei santi e dei campi della penisola.

4 min di lettura

Zucche e peperoncini appesi a seccare su un balcone del centro, come si usava un tempo

Foto: Hajotthu, CC BY 3.0

Un vicolo del centro storico di Sorrento tra lampioni, bandiere e botteghe

Foto: CaSclafani, Public domain

I proverbi sorrentini sono la voce della saggezza popolare della penisola: frasi brevi, spesso ironiche, nate dal lavoro nei campi, dal mare e dalla vita di tutti i giorni, e tramandate a voce da una generazione all'altra. Ecco una raccolta di detti in dialetto, ciascuno con la traduzione e una breve spiegazione, per entrare nello spirito della gente di Sorrento.

Saggezza di tutti i giorni

Casa, affari, amore e fortuna: i detti più comuni riassumono in poche parole esperienze di vita concrete.

  • Chi nun fraveca e nun mmarita, nun sape 'o munno comm'è.
    Chi non ha mai costruito una casa né organizzato un matrimonio non sa com'è fatto il mondo: sono le due imprese che mettono alla prova pazienza e portafoglio.
  • Chi nun accatte e nun venne, nun saglie e nun scenne.
    Chi non compra e non vende non sale e non scende: senza rischiare non si fa strada.
  • 'O ciuccio nun cammina, si n'abbusca.
    L'asino non cammina se non prende qualche bastonata: c'è chi si muove solo se spronato.
  • 'O barbiero te fa bello, 'o vino te fa guappo, 'a femmena te fa fesso.
    Il barbiere ti fa bello, il vino ti fa spavaldo, la donna ti fa perdere la testa.
  • L'omme 'e tre cose se ne vede bbene: d''e sorde 'e spiccio, 'e nu pare 'e scarpe vecchie e 'e na mugliera brutta.
    L'uomo gode di tre cose: gli spiccioli in tasca, un paio di scarpe vecchie e comode, e una moglie brutta, che nessuno gli insidierà.
  • 'Ntiempo 'e tempesta tutte 'e str... saglieno a galla.
    In tempo di tempesta tutto ciò che è marcio viene a galla: nei momenti di crisi si scopre chi vale poco.
  • Aria netta nun ave paura 'e tronole.
    L'aria pulita non teme i tuoni: chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere.
  • Quanno 'a furmica mette 'e scelle, è segno che vo' murì.
    Quando la formica mette le ali è segno che vuole morire: chi vuole volare troppo in alto va incontro alla rovina.
  • È meglio a nascere senza naso ca senza sciorta.
    È meglio nascere senza naso che senza fortuna.
  • Chi 'ntroppeca a tutte 'e prete d''a via, va senza piere a casa.
    Chi inciampa in tutte le pietre della strada torna a casa senza piedi: non bisogna fermarsi davanti a ogni piccolo ostacolo.
  • L'uocchie vonne 'a parte lloro.
    Anche l'occhio vuole la sua parte.

Il calendario dei santi e dei campi

Molti proverbi scandiscono l'anno agricolo seguendo le feste dei santi: erano il calendario di chi coltivava agrumi, ulivi, grano e noci sui terrazzamenti della penisola.

  • A Santu Biase 'o sole p' 'e case, a Sant'Andulino 'o sole p' 'e marine.
    A San Biagio (3 febbraio) il sole arriva alle case, a Sant'Antonino (14 febbraio) scende fino alle marine: le giornate si allungano e la luce raggiunge il mare. Sant'Antonino è il patrono di Sorrento, venerato nella basilica a lui dedicata.
  • Si frevàre nun frevarea, marzo 'ngrogne l'ogne.
    Se febbraio non si comporta da febbraio, sarà marzo a farti gelare le unghie: il freddo che manca arriverà più tardi.
  • Abbrile, cocchete priesto e sosete matino.
    Ad aprile coricati presto e alzati di buon mattino: è il mese in cui i lavori nei campi non aspettano.
  • A San Giuanne miette 'e noci e a San Michele lievannelle.
    A San Giovanni (24 giugno) metti le noci, a San Michele (29 settembre) toglile. Il detto si lega alla tradizione delle noci verdi raccolte a fine giugno e messe in infusione per preparare il nocillo, il liquore scuro della penisola.
  • Quanno vene Santu Pietro, o verde o sicco, miete.
    Quando arriva San Pietro (29 giugno), che il grano sia verde o secco, si miete.
  • Tanno è granillo quanno è dinto 'a vuttazzella, tanno è uoglio quanno è dint' 'o zirretiello.
    Il grano è davvero tuo solo quando è nella botte, l'olio solo quando è nell'orcio: non contare il raccolto prima di averlo in casa.
  • Comme Catarenéa, accussì Nataléa.
    Come sarà il tempo a Santa Caterina (25 novembre), così sarà a Natale.
  • Tanno l'annata è persa, quanno 'o mese 'e abbrile deventa marzo.
    L'annata è perduta quando aprile si trasforma in marzo: un ritorno di freddo in primavera rovina fioriture e raccolti.

Dove ascoltare ancora il dialetto

Il sorrentino è una varietà del napoletano, con parole e cadenze proprie della penisola. Per sentirlo dal vivo andate tra i pescatori di Marina Grande, ai banchi del mercato o nelle trattorie di famiglia, dove i proverbi spuntano ancora nelle conversazioni.

Molti detti parlano di cibo e di raccolti: per assaggiarne il mondo leggete la guida alla cucina sorrentina e ai prodotti tipici. Le feste citate nei proverbi, da Sant'Antonino alla Settimana Santa, sono raccontate nella pagina su tradizioni ed eventi.

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