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La statua di sant'Antonino in Piazza Sant'Antonino, davanti al Municipio
La cripta della Basilica di Sant'Antonino, dove riposano le reliquie del patrono

Storia e tradizioni · Sorrento

Personaggi illustri di Sorrento

Sant'Antonino e il miracolo della balena, Torquato Tasso e la Gerusalemme liberata, Nietzsche, Ibsen e Caruso: i grandi nomi legati a Sorrento.

3 min di lettura

La statua di sant'Antonino in Piazza Sant'Antonino, davanti al Municipio

Foto: Berthold Werner, CC BY-SA 3.0

La cripta della Basilica di Sant'Antonino, dove riposano le reliquie del patrono

Foto: Berthold Werner, CC BY-SA 3.0

I due nomi che ogni sorrentino vi citerà per primi sono sant'Antonino abate, patrono della città, e Torquato Tasso, il poeta della Gerusalemme liberata, nato qui nel 1544. Accanto a loro, Sorrento ha accolto nei secoli scrittori, filosofi e musicisti che ne hanno diffuso la fama nel mondo. Ecco chi erano e dove ritrovarne le tracce in città.

Sant'Antonino, l'abate patrono

La sua vita è in parte avvolta nella leggenda. Nato nella seconda metà del VI secolo a Campagna, nell'entroterra salernitano, Antonino fu monaco benedettino; dopo la distruzione del suo monastero da parte dei Longobardi si rifugiò a Castellammare di Stabia, dove divenne uomo di fiducia del vescovo Catello. La tradizione racconta che i due si ritirarono sul Monte Faito e vi eressero un oratorio dedicato all'arcangelo Michele. Chiamato dai sorrentini, Antonino entrò nel monastero di Sant'Agrippino, ne divenne abate e vi morì il 14 febbraio 625. Nelle ore libere, si dice, lavorava come falegname e vignaiolo.

Il miracolo più celebre è quello del bambino inghiottito da una balena davanti alla spiaggia e restituito vivo alla madre: per ricordarlo, all'ingresso della Basilica di Sant'Antonino sono conservate due grandi costole di cetaceo. Nella cripta riposano le reliquie del santo, circondate da ex voto di marinai scampati ai naufragi. La sua festa, il 14 febbraio, è una delle giornate più sentite dell'anno, con la processione per le vie del centro (ne parliamo in tradizioni ed eventi). Due statue lo ricordano: una in Piazza Tasso e una in Piazza Sant'Antonino, davanti al Municipio.

Torquato Tasso, il poeta della Gerusalemme liberata

Torquato Tasso nacque a Sorrento l'11 marzo 1544 da Bernardo, letterato al servizio del principe di Salerno Ferrante Sanseverino, e dalla nobildonna napoletana Porzia de' Rossi. Quando il principe cadde in disgrazia, il padre lo seguì in esilio e il ragazzo crebbe lontano dalla madre, tra Napoli, Roma, Urbino e Venezia. Studiò a Padova e a Bologna e nel 1565 entrò al servizio degli Este a Ferrara, dove scrisse la favola pastorale Aminta e compose la Gerusalemme liberata, pubblicata nel 1581.

Tormentato da inquietudini e timori di persecuzione, nel 1577 fuggì dalla corte e raggiunse Sorrento travestito da pastore per presentarsi alla sorella Cornelia: un episodio che la tradizione locale racconta ancora con affetto. Rientrato a Ferrara, fu rinchiuso dal 1579 al 1586 nell'ospedale di Sant'Anna; seguirono anni di peregrinazioni tra Mantova, Roma, Napoli e Firenze. Morì a Roma, nel convento di Sant'Onofrio al Gianicolo, il 25 aprile 1595, alla vigilia dell'incoronazione poetica in Campidoglio che gli era stata promessa.

La città lo ricorda con la statua di Gennaro Calì, inaugurata nel 1870 all'imbocco di Via Pietà, e con il nome della sua piazza principale, Piazza Tasso. Una lapide indica il luogo della casa natale, sul ciglio della falesia affacciata sul golfo.

Gli ospiti che hanno reso celebre Sorrento

Dall'Ottocento Sorrento divenne una meta amata da scrittori e artisti. Henrik Ibsen vi scrisse parte del Peer Gynt. Nell'autunno del 1876 Friedrich Nietzsche soggiornò a Villa Rubinacci, dove lavorò a Umano, troppo umano, e incontrò per l'ultima volta da amico Richard Wagner, ospite del Grand Hotel Excelsior Vittoria. Negli anni Venti visse a lungo in città lo scrittore russo Maxim Gorkij. Nel 1921 fu ospite dello stesso albergo Enrico Caruso, poco prima della morte: a quel soggiorno si ispirò Lucio Dalla per la canzone Caruso (1986). E fu Torna a Surriento dei fratelli De Curtis a fare del nome della città un simbolo della canzone napoletana nel mondo.

Sulle tracce dei personaggi, a piedi

Un breve percorso nel centro collega questi luoghi. Da Piazza Tasso, con le statue del poeta e del santo patrono, si raggiunge in pochi minuti la Basilica di Sant'Antonino; da lì si prosegue verso la Villa Comunale e il Chiostro di San Francesco, dove il panorama sul golfo è lo stesso che incantò i viaggiatori dell'Ottocento. Per inquadrare questi personaggi nel loro tempo, leggete la nostra storia di Sorrento; per una pausa lungo il percorso, trovate qui ristoranti e trattorie del centro.

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