Storia e tradizioni · Sorrento
Storia di Sorrento: dalle origini a oggi
Dal mito di Ulisse alle ville romane, dal ducato medievale al sacco turco del 1558 fino ai viaggiatori dell'Ottocento: la storia di Sorrento.
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Sorrento ha quasi tremila anni di storia: nata come centro italico aperto all'influsso greco, divenne municipio romano e luogo di villeggiatura dei patrizi, poi ducato autonomo nel Medioevo, città fortificata dopo il sacco turco del 1558 e, dall'Ottocento, una delle mete più amate da viaggiatori e artisti. Ecco le tappe principali e dove ritrovarle oggi, passeggiando per il centro.
Le origini tra mito e archeologia
Lo storico greco Diodoro Siculo attribuiva la fondazione della città a Liparo, figlio di Ausone, a sua volta nato secondo il mito da Ulisse e dalla maga Circe. Al di là della leggenda, il territorio era abitato da popolazioni italiche già tra il VII e il VI secolo a.C. e subì una forte influenza greca: lo ricordano il culto delle Sirene, da cui forse deriva il nome latino Surrentum, e il santuario di Atena sulla punta estrema della penisola, oggi area archeologica di Punta Campanella. In seguito la zona passò sotto il controllo dei Sanniti e, dopo la guerra sociale (91–88 a.C.), Sorrento divenne municipio romano.
Surrentum, la villeggiatura dei patrizi romani
In età augustea tutto il golfo di Napoli, dai Campi Flegrei alla penisola, si riempì di villae maritimae: residenze di lusso con approdo privato, terrazze sul mare e spesso una parte agricola dove si producevano olio e vino. Il poeta Stazio, nelle Silvae, celebra la villa dell'amico Pollio Felice a Capo di Sorrento, i cui resti si visitano ai Bagni della Regina Giovanna. Anche le strade del centro storico conservano l'impianto ortogonale romano: i decumani corrispondono a Via Pietà e a Via San Cesareo. L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che seppellì Pompei, Ercolano e Stabia, colpì anche la costa sorrentina, ma la città sopravvisse.
Il ducato medievale
Sede vescovile già nel V secolo, dopo la caduta dell'Impero d'Occidente Sorrento restò nell'orbita bizantina e resistette agli assedi dei Longobardi. Dal VII secolo fu un piccolo ducato, a lungo legato a Napoli, che dovette difendersi dai Saraceni (la sua flotta combatté nella battaglia di Ostia dell'849) e difendere la propria indipendenza dalla vicina Amalfi. L'autonomia finì con la conquista normanna, completata nel XII secolo: da allora il destino di Sorrento seguì quello del Regno di Napoli. Di quei secoli restano i palazzi di Via Pietà, il campanile del Duomo e il culto del patrono sant'Antonino, abate morto a Sorrento nel 625.
Il sacco del 1558 e le nuove mura
Il 13 giugno 1558 la flotta ottomana guidata da Piyale Pascià attaccò la città, la saccheggiò e deportò in schiavitù centinaia di abitanti; secondo la tradizione, a spalancare le porte fu il tradimento di uno schiavo. La cattedrale fu gravemente danneggiata e andarono perduti archivi e documenti antichi. Per non rivivere la tragedia, i sorrentini ricostruirono e rafforzarono la cinta muraria, di cui oggi restano tratti ben visibili e il bastione di Parsano lungo Via Sersale. Il secolo successivo portò altre prove: nel 1648, nei moti seguiti alla rivolta di Masaniello, la città resistette all'assedio dei ribelli guidati da Giovanni Grillo, e nel 1656 la grande peste colpì duramente la popolazione.
Dall'Ottocento al turismo internazionale
Nel 1799 Sorrento aderì alla breve Repubblica Napoletana e fu teatro di scontri tra repubblicani e borbonici. Tornata sotto i Borbone, nell'Ottocento cambiò volto: fu aperta la strada carrozzabile lungo la costa da Castellammare, prese forma Piazza Tasso e più tardi il Corso Italia spostò il centro della vita cittadina. Con il plebiscito del 1860 entrò a far parte dell'Italia unita. Intanto era diventata una tappa obbligata per viaggiatori e artisti: qui soggiornarono, tra gli altri, Henrik Ibsen, Friedrich Nietzsche e Richard Wagner, e più tardi Maxim Gorkij, mentre la canzone Torna a Surriento ne portava il nome in tutto il mondo. Per conoscerli meglio, leggete il nostro approfondimento sui personaggi illustri.
Dove toccare con mano la storia
Mezza giornata a piedi basta per ripercorrere questi secoli. Partite da Piazza Tasso, imboccate Via Pietà fino al Duomo, proseguite per Via San Cesareo fino al Sedil Dominova, poi scendete verso la Basilica di Sant'Antonino e il Chiostro di San Francesco. Per le collezioni d'arte, gli arredi e le porcellane delle antiche famiglie sorrentine, il Museo Correale è una tappa da non perdere: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale, www.museocorreale.it. Chi vuole fermarsi qualche giorno trova in centro alberghi e bed and breakfast a pochi passi da tutti questi luoghi.