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I ruderi del vecchio mulino avvolti dalla vegetazione in fondo al Vallone dei Mulini
Muschi e felci ricoprono le pareti e gli edifici abbandonati del vallone
Marina Piccola di Sorrento dipinta da Jacob Philipp Hackert nel 1794 (Reggia di Caserta)

Luoghi da visitare · Sorrento

Vallone dei Mulini a Sorrento

Una gola verde a due passi da Piazza Tasso, con i ruderi di un mulino abbandonato: storia del Vallone dei Mulini e dove ammirarlo dall'alto.

3 min di lettura

I ruderi del vecchio mulino avvolti dalla vegetazione in fondo al Vallone dei Mulini

Foto: Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0

Muschi e felci ricoprono le pareti e gli edifici abbandonati del vallone

Foto: Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0

Marina Piccola di Sorrento dipinta da Jacob Philipp Hackert nel 1794 (Reggia di Caserta)

Foto: Jacob Philipp Hackert, Public domain

Il Vallone dei Mulini è una profonda gola verde che si apre nel cuore di Sorrento, a pochi passi da Piazza Tasso. In fondo, tra felci, muschi e alberi cresciuti sui tetti, si vedono i ruderi di un antico mulino abbandonato da oltre un secolo. Non si può scendere, ma basta affacciarsi dal parapetto di via Fuorimura per restare incantati da uno degli scorci più fotografati della città.

Una gola nata dai vulcani

Sorrento sorge su un grande banco di tufo, depositato dalle eruzioni dei Campi Flegrei decine di migliaia di anni fa (circa 35.000, secondo le stime più citate). Nel corso dei millenni i torrenti alimentati dalle sorgenti delle colline hanno inciso nel tufo profondi burroni, i valloni, che scendono verso il mare e un tempo segnavano anche i confini tra i paesi della penisola.

A Sorrento i valloni principali erano tre e circondavano l'antica città come un fossato naturale. Di quello centrale resta oggi il tratto più integro e suggestivo: il Vallone dei Mulini, che dalla zona di Piazza Tasso scende verso la Porta degli Anastasi e la villa La Rupe. Gli altri due rami sono stati in gran parte colmati e coperti da strade e costruzioni.

Mulino, segheria e lavatoio

Il vallone deve il nome al mulino costruito sul fondo, che sfruttava l'acqua del torrente per macinare il grano destinato ai sorrentini. Secondo le cronache locali, i valloni appartennero nel Cinquecento alla famiglia Tasso e passarono poi, con i mulini e gli orti vicini, alla famiglia Correale, la stessa che ha dato il nome al Museo Correale.

Accanto al mulino lavorava una segheria ad acqua che forniva tavole di ciliegio, ulivo e noce agli ebanisti della città: un piccolo ingranaggio della fortuna dell'intarsio sorrentino. C'era anche un lavatoio pubblico, dove le donne del popolo scendevano a lavare i panni, e nelle pareti si aprono ancora grotte e pozzi da cui si attingeva acqua e, pare, si cavava il tufo per costruire le case.

Per secoli il vallone ha avuto uno sbocco diretto sul mare, a Marina Piccola: contadini, mugnai e pescatori salivano e scendevano lungo il fondo della gola. La loro vita quotidiana non ha lasciato quasi traccia nelle cronache, ma il luogo affascinò pittori e fotografi dell'Ottocento, le cui vedute oggi ci raccontano com'era.

La fine del mulino e la natura che torna

La svolta arrivò nel 1866, quando il ponte che attraversava la gola fu sostituito dall'attuale Piazza Tasso. Per costruirla si colmò una parte del burrone e si incanalarono le acque: il vallone restò isolato dal mare e senza ricambio d'aria. Il mulino smise di funzionare all'inizio del Novecento e fu abbandonato.

Da allora la natura si è ripresa tutto. Sul fondo, riparato dal vento, l'umidità resta costantemente intorno all'80% e crea un microclima quasi da sottobosco tropicale, dove prosperano felci rare come la lingua cervina, muschi e rampicanti che avvolgono i vecchi muri.

Dove vederlo e consigli pratici

Il punto panoramico è lungo via Fuorimura, a un paio di minuti a piedi da Piazza Tasso: da qui il parapetto si affaccia direttamente sul mulino. Un altro scorcio si ha dal lato della piazza verso il Corso Italia.

  • Il fondo del vallone è area privata e chiusa al pubblico: non tentate di scavalcare le recinzioni, le pareti di tufo sono instabili.
  • La luce migliore è a metà giornata, quando il sole arriva fino in fondo alla gola.
  • È una sosta perfetta durante una passeggiata nel centro storico; se cerchi dove soggiornare a pochi passi da qui, consulta la sezione dove dormire.

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